Innovare nella tradizione. La sfida delle imprese familiari

Le imprese familiari sono un elemento fondamentale dell’economia italiana e gli ultimi dati indicano una vitalità sorprendente. Secondo i dati della Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi, elaborati dall’Osservatorio AUB, le aziende familiari con fatturato superiore ai 50 milioni di euro

  • erano 4.251 dieci anni fa e sono 4.597 (+8,1%) oggi
  • impiegavano 1.471.674 persone allora e ne occupano 1.885.771 ora
  • la loro incidenza sul fatturato totale delle imprese delle loro dimensioni è passata dal 32,5% al 37,5%.

Le imprese familiari rappresentano il 93% delle imprese nel settore privato in Italia e questa percentuale include la grande maggioranza delle PMI, ma anche quasi il 50% delle imprese quotate in borsa. A livello europeo l’Italia è al di sopra della media.

Uno scenario positivo con grandi margini di crescita se le aziende familiari, al pari della quasi totalità delle aziende italiane, riuscissero ad innovare in modo sistemico superando ostacoli interni e l’evidente paradosso costituito dal fatto che, pur dimostrandosi particolarmente abili nell’innovazione, manifestano minore volontà di attuarla.

Le linee guida per Innovazione ad alto impatto nelle aziende familiari

Abbiamo chiesto ad Alfredo De Massis, Ordinario di Imprenditorialità e Family Business presso la Libera Università di Bolzano e Direttore del Center for Family Business Management , di tracciare –  dal punto di vista della ricerca applicata su questo campo – le linee guida per Innovare ad Alto impatto nelle aziende familiari.

“L’attività di ricerca che conduco ha dimostrato che non è possibile applicare alle imprese familiari le best practices relative all’innovazione sviluppate le imprese ad azionariato diffuso, poiché le prime non innovano di più o di meno, ma lo fanno in maniera diversa – spiega De Massis.  Nei casi di maggiore successo, alcune imprese familiari estremamente innovative sono al tempo stesso molto legate alla tradizione,  e anzi fanno leva proprio su questa per innovare. Ad esempio, i miei studi pubblicati sulle principali riviste di management evidenziano imprese come Aboca, Apreamare, Beretta, Lavazza, Sangalli, Vibram quali esempi straordinari di imprese familiari italiane in grado di fare della “innovazione nella tradizione” il fiore all’occhiello della loro cultura aziendale. 

Si tratta di imprese particolarmente dotate della capacità di internalizzare (ossia non disperdono il loro know-how relativo a conoscenze passate ma anzi lo diffondono in azienda e lo portano vicino ai diversi attori aziendali) e di reinterpretare le loro conoscenze storiche e contestualizzarle nello scenario attuale e in prodotti nuovi.
È possibile dire che esistono pratiche aziendali utili alle aziende familiari per innovare nella tradizione: ad esempio, una narrativa ben sviluppata sulla propria storia, simboli ben riconosciuti (quadri, statue, oggetti di varia natura che richiamino la tradizione), eventi di natura socio-emozionale per stimolare il senso di appartenenza alle proprie radici, organi di governance dedicata oltre al normale consiglio d’amministrazione, come ad esempio il comitato di gestione o il consiglio di famiglia”.

La sfida dell'Innovazione nel passaggio generazionale

Nonostante i numeri nel complesso incoraggianti, è necessario comunque tenere presente che solo il 30% delle imprese familiari italiane sopravvive nel passaggio dalla prima alla seconda generazione, il 12% passa dalla seconda alla terza e solo il 3-4% dalla terza alla quarta. Alla base di questo fenomeno vi è anche una generale difficoltà nell’innovare o nel rinnovare l’organizzazione durante il passaggio generazionale. 

“La vera sfida nel supporto alle imprese – soprattutto verso quelle familiari – al fine di renderle più innovative è la conoscenza dei meccanismi alla base delle loro decisioni e del loro comportamento, diversi da quelli di altre tipologie di aziende.

Visto il peso del family business nell’economia italiana, sarebbe auspicabile un’attenzione dedicata da parte non solo di policy maker e attori aziendali ma anche delle società di consulenza, ed è questa la sfida che con Lenovys abbiamo deciso di raccogliere”.

Le 5 sfide delle imprese familiari

Non dimentichiamoci che l’Italia invecchia e oltre un quarto degli attuali leader delle imprese familiari italiane ha superato i 70 anni. Dobbiamo dunque prepararci ad affrontare un’ondata massiva di passaggi generazionali nelle imprese familiari italiane nei prossimi anni e la gestione del delicato processo di successione non può essere sottovalutata dalla classe dirigente e politica.

Il professor De Massis ha individuato cinque concetti chiave per definire il concetto di innovazione nelle aziende familiari.
Un approfondimento che nasce dalla consapevolezza di quanto la conoscenza legata alla gestione dell’innovazione abbia completamente ignorato il family business, in misura perfino sorprendente, focalizzandosi invece solo su una piccola parte delle imprese.

  1. Le decisioni nelle imprese familiari avvengono in modo diverso: pertanto è necessario acquisire consapevolezza dei tratti distintivi e adeguare ad essi i processi decisionali.
  2. Le pratiche per gestire l’innovazione devono essere diverse e tarate ad hoc sulle specificità del family business.
  3. Le imprese familiari soffrono del paradosso dell’abilità e della volontà ad innovare. Maggiore abilità ma minore volontà. È necessario agire sulla volontà di innovare più che sull’abilità a farlo.
  4. Per innovare non è necessario dimenticare il passato: innovazione e tradizione non sono necessariamente in contrasto, al contrario esistono esempi virtuosi di aziende familiari che sono estremamente innovative pur non dimenticando il proprio DNA, anzi rendendolo un punto di forza.
  5. Imparare a innovare attraverso la tradizione diventa estremamente importante anche per superare i conflitti intergenerazionali.

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