Imprese che lasciano il segno

A dispetto del grande progresso tecnologico per le aziende è sempre più complesso generare in modo sistematico valore per i clienti, innovazione ad alto impatto e strategie di crescita sostenibili. E a dispetto di tutti gli strumenti di comunicazione e le metodologie per la produttività e l’efficienza a nostra disposizione, il lavoro intellettuale è diventato sempre più fonte di stress e malessere”.
Luciano Attolico

Lasciare il segno per un’impresa è sempre più difficile. Ma anche per ogni individuo è diventata un’impresa lasciare il segno nella vita professionale (e privata).

Le modalità con cui svolgiamo le attività quotidiane in ambito aziendale, in particolare quelle intellettuali, stanno dimostrando la loro arretratezza e inefficacia nell’affrontare la complessità e la rapidità dei cambiamenti in atto. Assistiamo, infatti, a una costante e apparentemente ineluttabile riduzione della capacità umana di ottenere risultati in maniera correlata agli sforzi profusi.
Lavorare tanto, ma male, per riuscire con enorme fatica a restare su una “ruota” che gira a velocità crescente.

In una vasta indagine condotta da Lenovys su un campione di circa 8.000 manager italiani (settore servizi), somministrata durante un programma formativo sull’applicazione di logiche Agile e Lean in ambito intellettuale, tra i dati più significativi è emerso che il 65% dei rispondenti lavora più di 8 ore tutti i giorni, e la metà di questi è impegnato per qualche ora anche durante i week-end.
Il 90% dei rispondenti ,inoltre, ha ammesso di lavorare fino a tarda sera, evitando così interruzioni e disturbi, per poter concludere le attività al meglio.
Si lavora di più per arginare gli effetti di modalità inefficaci di interazione, della scarsa concentrazione, dell’esposizione a interruzioni continue. A conferma di ciò il 40% dei manager afferma di non riuscire a definire 1-2 priorità quotidiane e solo il 32%, quando riesce a farlo, arriva a portare a termine tutto a fine giornata.

Imprenditori e manager mai come oggi quindi sono chiamati a generare al contempo il massimo valore per l’azienda, il mercato, la società e l’ambiente, e a mettere in atto modalità di lavoro che assicurino una migliore qualità di vita alle persone.

Nel nuovo libro “Strategie Lean Lifestyle” scritto da Luciano Attolico per l’editore Hoepli, si fornisce una risposta a questa apparente contrapposizione attraverso esempi, strumenti, metodologie “passo-passo” e numerose testimonianze di imprenditori e manager che svelano il “dietro le quinte” di casi di successo. È un percorso che prende il via dalla consapevolezza. “Non si diventa eccellenti facendo tutto – scrive Attolico – Il manager deve imparare a distinguere le attività di servizio da quelle a valore aggiunto, le attività necessarie rispetto a quelle che rappresentano spreco. Questo primo step conduce a rialzare la testa da sotto la sabbia e a riprendere il controllo delle proprie attività, a decidere consapevolmente se e come lasciare che interruzioni e flussi di comunicazione esterna influenzino il nostro agire. Non si tratta in maniera semplicistica di gestire efficacemente il proprio tempo o, peggio, di fare tutto nelle ore a disposizione (che ovviamente non basteranno mai), oppure di apprendere tecniche per aumentare il proprio focus, bensì di definire in maniera prioritaria, e ‘proteggerle’ dalle distrazioni e dalle interruzioni, le attività essenziali per ottenere più risultati per il proprio lavoro e più benessere, congiuntamente”.

Dal Lean Thinking al Lean Lifestyle

Attraverso numerosi casi applicativi e le testimonianze nel libro si delinea un modello d’azienda, la Lean Lifestyle Company, un’azienda che ambisce a creare il massimo valore ed esprimere tutto il suo potenziale umano, tecnologico e organizzativo.

 “Il modello di azienda proposto affonda le sue radici nel Lean Thinking, la filosofia di origine Toyota che nasce per aumentare il valore e ridurre gli sprechi in azienda, e si rivolge alla categoria di sprechi più trascurata nelle aziende, quelli relativi alle persone, sino a toccare il governo strategico dell’azienda stessa. Il mio obiettivo è coniugare visione lungimirante e pragmatismo operativo, facendo evolvere il Lean Thinking in Lean Lifestyle e trasformandolo in arma strategica al servizio dell’azienda.

Questo cambio di focus è determinato da una semplice considerazione. A differenza del periodo storico in cui il Lean Thinking è nato, il lavoro nelle nostre aziende è diventato sempre più di tipo “intellettuale” e viene svolto prevalentemente in ufficio o da casa, con un computer, un tablet o uno smartphone. Nel mondo produttivo è stato fatto tanto negli ultimi anni, mentre nel modo di lavorare delle persone veramente poco, nonostante l’ingresso delle tecnologie in tutti i settori aziendali.

Eliminando gli sprechi nel modo in cui si lavora e valorizzando il potenziale del patrimonio umano, avremo persone più efficaci ed efficienti, più soddisfatte e motivate, con più benessere. Di conseguenza le aziende vivranno una nuova armonia che favorirà e accelererà la crescita complessiva e l’aumento delle prestazioni”.

 

Un'occasione di approfondimento con l'autore

Per approfondire questi temi il 18 giugno 2021, in occasione dell’uscita in libreria di Strategia Lean Lifestyle, Luciano Attolico sarà intervistato da Cristina Lazzati, direttrice di Mark UP.
Un evento aperto all’interazione con il pubblico per riflettere con l’autore sulle migliori strategie per lavorare e fare impresa lasciando il segno.

 

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