5 Competenze chiave per manager e imprenditori

Quali sono le competenze necessarie oggi per un manager o per un imprenditore affinché possa essere sicuro di portare la propria azienda, il proprio team, al massimo livello possibile?
E aggiungerei anche, quali sono le competenze necessarie a prosperare e sopravvivere in questa epoca di grandissimi cambiamenti, così veloci da mettere a dura prova il livello mentale, e fisico, di molte persone?

In questo video vi parlerò di cinque competenze chiave indispensabili – dal mio punto di vista – per prosperare in questa epoca dei grandi cambiamenti.

L’altra sera ero a cena con un mio carissimo amico, e cliente di lunga data, un uomo di affermata capacità manageriale e anche, ormai, di grande saggezza – 57 anni, il mio amico Franco. Mi chiede:

“Luciano, ma secondo te qual è oggi il bisogno maggiore che le aziende hanno dal punto di vista formativo? E i manager su cosa dovrebbero concentrarsi per formarsi?”

“Franco, è molto semplice – ho risposto – oggi la gente muore di informazioni!
Yuval Harari nell’introduzione del suo libro “Lezioni per il XXI secolo” afferma che “in un’epoca alluvionata di informazioni chi ha lucidità ha potere”. Quindi, secondo me, la competenza numero uno da sviluppare è la gestione della complessità.”

Oggi rispetto a quindici anni fa riceviamo da 6 a 8 volte più informazioni per fare le nostre attività quotidiane, nel lavoro ma anche nella vita.
Pensate che il nostro cervello passi indenne questa fase di surplus di informazioni? NO! Pensate che il nostro cervello sia più capace di risolvere problemi complessi in poco tempo? NO!
Dobbiamo reimparare a governare questo eccesso informazioni.

1. Rallentare

Cosa si fa, in breve, per gestire la complessità? Innanzitutto, paradossalmente, in un mondo che va veloce, la prima cosa da fare per gestire la complessità è rallentare.

Se non rallento non riesco a capire la differenza fondamentale che passa tra informazioni necessarie e informazioni non necessarie, tra azioni indispensabili e azioni facoltative, tra azioni obbligatorie e azioni che addirittura non devo fare, sia a livello personale sia a livello di organizzazione.
E per capire queste cose, indispensabili per governare la complessità, non posso andare sempre veloce.
Devo saper rallentare, devo saper discernere, per capire cosa devo fare per approcciare correttamente un problema strategico, un problema produttivo, un problema di business.

Come afferma anche il World Economic Forum, il problema solving complesso è sicuramente al vertice delle competenze necessarie dal 2020 per prosperare in questo mondo, altrettanto complesso.

2. Generare Energia

La seconda competenza chiave è l’energia.

Frequentando sul campo manager, imprenditori e persone che cercano di portare a casa i propri compiti quotidiani, mi rendo conto che l’energia è quanto di più prezioso ci possa essere, ed è quanto di più facile da perdere oggi.

Molto spesso la gente arriva a fine giornata e non ha la capacità di avere energia per altro; si guarda indietro e si domanda “ma cosa ho combinato nelle precedenti dieci ore?” Si sente stanca, stressata e non riesce a sentirsi lucida, e consapevole, di aver portato a casa qualche output, qualche risultato degno di nota.
La capacità di saper generare energia per sé stessi e per gli altri, oggi, è sempre più critica, e sarà sempre di più una capacità chiave.

Perché? Perché il mondo andrà sempre più veloce, le informazioni  aumenteranno sempre di più, la complessità aumenterà sempre di più, e noi esseri umani siamo sballottati in questo contesto, tirati da una parte all’altra, e in cui non ci hanno addestrato ad avere energia per affrontare al meglio le giornate, per saper caricare gli altri, per saper anche gestire noi stessi da tutti i punti di vista: dal punto di vista fisico, dal punto di vista emozionale, dal punto di vista mentale, dal punto di vista spirituale.

Se vuoi avere la capacità di prosperare negli anni futuri devi chiederti: “cosa posso fare per aumentare a dismisura il mio livello energetico?”
Anche perché lavorando come manager, e come imprenditore, una cosa è certa: l’energia è quanto di più contagioso ci sia nei gruppi umani!
Una persona che non ha energia contagia esattamente il contrario: contagia quasi depressione, contagia demotivazione, contagia un abbassamento del livello energetico.
Invece, una persona che ha energia, che ha motivazione, che ha visione, che ha tanto da dare – sia dal punto di vista fisico, mentale emozionale e spirituale – sicuramente è capace di attirare intorno a sé risorse altrui, è capace di diventare autorevole – come è necessario che sia – per avere grande successo nel mondo del lavoro.

3. Essere Agili

La terza competenza chiave che vi introduco è l’agilità.

Devi saperti muovere agilmente: che non significa correre velocemente all’impazzata, ma significa essere snelli, essere leggeri, avere il minimo di surplus necessario, avere la massima prestazione col minimo dei costi, con il minimo degli sprechi.
Per ogni progetto, per ogni attività, bisogna domandarsi qual è il minimo di costi necessari, il minimo di risorse, il minor tempo necessario.
E non per andare veloci, ma per essere capaci di muoversi agilmente, senza sprechi, senza orpelli, senza burocrazia, senza amministrazione inutile, in un mondo che non solo si muove velocemente, ma che presenta grandi di incertezze.

Prima nel business valeva una regola molto semplice “Pesce grande mangia pesce piccolo”; oggi nel business vale un’altra regola “Pesce veloce arriva prima di pesce lento”.

Quindi, se vuoi arrivare prima del gruppo dei competitor più lenti, più farraginosi, non è che devi correre all’impazzata, ma devi liberarti dell’inutile.
Devi liberarti, per esempio, della voglia di fare tutto e devi innamorarti del desiderio di fare poche cose essenziali che deliziano i tuoi clienti.
Devi disinnamorarti del fatto di avere team con decine di persone, ma devi innamorarti del fatto di avere team piccoli, di 3/4 massimo 5 persone, molto efficaci, molto compatti, capaci di prendere decisioni velocemente e senza bisogno di avere il controllore di turno.

4. Saper Prendere Decisioni

La quarta competenza chiave è direttamente collegata a questa capacità di prendere decisioni in modo efficace.
Oggi va di moda parlare di Big Data Analysis, di Industry 4.0 – e sono concetti molto importanti – solo che sta accadendo qualcosa di singolare: tutti stanno facendo la corsa alla raccolta dati, tutti stanno facendo la corsa alla digitalizzazione tutti, stanno facendo la corsa ad avere una marea di informazioni, gestite tramite pc, strumenti e device digitali, ma la gente diventa sempre più incapace di prendere decisioni.
Da una parte perché è paralizzata dall’enormità di informazioni e dati raccolti, dall’altra perché si spera – quasi – che le decisioni siano prese dai pc e non più delle persone!

Ma vi assicuro che non esiste trasformazione digitale, o raccolta dati che sia capace di sostituirsi all’uomo nel prendere le decisioni!
L’intelligenza artificiale può, al massimo, supportare le persone nel prendere decisioni grazie alla capacità di fornire proiezioni, dati, grazie al fatto di fare cosiddetta “business intelligence”, ma se volete avere la capacità di prosperare in questo mondo – e di essere anche più veloci dei vostri competitor – le vostre persone e voi stessi dovete diventare più veloci, più capaci di prendere decisioni con poche informazioni.

Si dice che Elon Musk sia capace di prendere decisioni importanti con al massimo il 70% delle informazioni su qualsiasi argomento, e questo ha fatto di lui il grande imprenditore che tutti conosciamo, con tutti i suoi eccessi, e i suoi difetti… ma nessuno può mettere in dubbio la grandezza di aziende quali SpaceX o Tesla.

Cosa devo fare per mettere le mie persone in grado di saper  prendere decisioni?
Le devi allenare! Allenati a prendere decisioni, allena le tue persone a prendere decisioni.
La capacità di prendere decisioni è come un muscolo: meno decisioni prendi, più sei incapace di prendere decisioni.

Nelle aziende le decisioni, a volte, sono prese solamente a livello apicale; alleniamo dall’operaio all’impiegato, al manager, al quadro, a prendere decisioni perché questa è l’unica via. Magari alcune decisioni saranno imperfette, e in questo caso, alleniamoci a saper cambiare rapidamente strada, a calibrare, a correggere.
Ma non puoi allenare questa capacità se non la nutri tutti i giorni.

5. Oziare

Quinta competenza fondamentale – oserei aggiungere – è la capacità di non lavorare.
“Come?!- mi direte voi – stiamo parlando di competenze nel mondo del lavoro e tu, Luciano, mi dici che devo imparare a non lavorare?”
Sì, dobbiamo imparare a lavorare di meno. Perché vi dico questo? Perché il nostro cervello esprime il massimo di sé, in certe condizioni.

Se il nostro cervello è sempre sotto tensione, in condizioni di distress, e quindi continuamente sollecitato – a dare risposte,  a muoversi, a sopportare, a inseguire urgenze, a dover reagire alle diverse incombenze senza avere mai il tempo di fermarsi, senza aver mai il tempo a volte di svuotarsi… beh ….sarà difficile che il nostro cervello sia in grado poi di evolvere verso più alti livelli di missioni cognitive.

Quindi il manager di oggi, e il manager del futuro, deve imparare – dal mio punto di vista – a oziare, a prendersi del tempo quotidianamente per svuotare, perché alla fine la nostra parte di cervello che lavora in background ti garantirà delle sorprese inimmaginabili.

Vi è mai capitato di avere delle idee brillanti magari mentre faceva la doccia, mentre facevate una passeggiata in un bosco? Penso proprio di sì.
Cosa significa questo? che il nostro cervello ci viene incontro nei momenti meno aspettati.

Ma oggi cosa succede? succede che tutti corriamo, corriamo, corriamo sulla ruota dei criceti, da una parte all’altra senza fermarci mai, e alla fine sembriamo dei topolini in gabbia per cui non c’è mai il momento di fermo, uno stop per affrontare ciò che sta accadendo in modo diverso, da un punto di vista diverso, cambiando livello cognitivo. Einstein diceva che è impossibile risolvere i problemi rimanendo allo stesso livello cognitivo in cui sono stati creati e affrontati.

Se volete risolvere i problemi cambiando livello cognitivo dovete proprio a cambiare canale e questo diventa una competenza chiave perché oggi la frase che più va di moda è “non ho  tempo”,  “non ho tempo, ho tante cose da fare. c’è urgenza.”
Ma questa paradossalmente diventerà sempre di più la frase delle persone mediocri. Persone di successo, persone che hanno raggiunto il massimo della propria performance in tutti i campi, nel campo sportivo, nel campo artistico, nel campo imprenditoriale, nel campo medicale, sono caratterizzate dal fatto di saper trovare tempo per le cose importanti, per le cose che fanno la differenza, nel loro ruolo nel loro ambito professionale.

Anche nel Management se si vuol raggiungere il massimo del successo è molto importante allenarsi a generare tempo, perché questo tra l’altro avrà una conseguenza chiave: volendo generare tempo sarai costretto a fare le altre cose in minor tempo; quindi, con più agilità, puntando alle cose essenziali senza perderti nell’inutile, senza perderti in sprechi che sono il contrario di quello che stiamo affermando.

Quali sono le cose importanti per te, quali sono le cose importanti per la tua azienda, per la tua squadra?
Se non hai di tempo per riflettere su questi concetti, su questi elementi, sarà difficile pensare di traghettare te stesso, la tua azienda e il tuo team verso livelli diversi da quelli attuali.

Ma per trovare tempo hai bisogno di allenarti quotidianamente a trovarti vuoto, ovvero a trovarti di fronte a un foglio bianco e la tua penna con un compito molto semplice: cosa voglio scrivere su questo foglio bianco?
E questa è una ebbrezza che, ti assicuro, molto spesso in azienda è quasi ritenuto un lusso, ma il lusso migliore che io possa augurarti.


Articolo a cura di:

Luciano Attolico

CEO Lenovys

È tra i massimi esperti in Europa di Lean Thinking, Performance Improvement, Lean Lifestyle® e Impact Innovation. La sua filosofia professionale mette al centro l’uomo, portandolo alla ricerca di ciò che assicura più risultati con meno sforzi e maggior benessere.

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