Sei sicuro di fare innovazione di successo?

Ti è mai capitato di leggere quello che le aziende dicono di loro all’interno dei propri siti? Se non l’hai mai fatto, prova: scegli tre o quattro aziende a piacere e vai nella sezione “about” o “chi siamo”. Che cosa trovi in comune nelle loro presentazioni? Oltre al fatto che si dichiarano tutte leader nel loro settore, tutte le imprese si presentano come altamente innovative. Tutte queste imprese affermano di credere fortemente nell’innovazione di prodotto, di servizio (e di qualunque altro tipo sia possibile!) e di applicarla continuativamente.

Prova ora a pensare, invece, a quante innovazioni di queste aziende ti vengono in mente. Quali innovazioni veramente significative hanno sviluppato? Non te ne viene in mente nessuna? Allora molto probabilmente la verità è che non hanno sviluppato nessuna innovazione significativa.

Probabilmente hanno continuato a migliorare incrementalmente i loro prodotti e i loro servizi, ma non sono state in grado di generare innovazioni con un alto impatto sul mercato.

Perché, nonostante le buone intenzioni e la volontà di essere innovative, la maggioranza delle aziende non riesce ad innovare veramente?

I motivi comunemente evidenziati sono tanti e diversi: mancanza di risorse, mancanza di creatività delle persone, rischio eccessivo, etc. Per quella che è la mia esperienza però, tutte queste motivazioni, se analizzate nel dettaglio, in maniera rigorosa, hanno due radici in comune:

  • la mancanza di leadership
  • la mancanza di un sistema per generare continuativamente e in maniera sostenibile innovazione

I progetti d’innovazione falliscono per mancanza di leadership

La presenza di un leader forte, in grado di creare una visione condivisa del futuro, capace di tenere la barra dritta anche nei momenti di difficoltà, di “proteggere” il team dalle pressioni esterne che inevitabilmente caratterizzano i progetti d’innovazione – soprattutto quelli a più alto tasso d’innovazione – , è fondamentale per far sì che le persone dispieghino le forze e l’impegno necessario a superare le difficoltà e i rischi tipici legati alla generazione di innovazioni ad alto impatto.

In caso contrario, anche i talenti migliori o il tempo dedicato all’innovazione diventano scarsamente produttivi, o meglio, il risultato sarà più simile a piccole innovazioni incrementali piuttosto che innovazioni ad alto impatto, in grado di rivoluzionare interi mercati creando nuovi settori. I leader, con la loro visione, costruiscono l’arena per rilasciare il potere delle idee e trasformarle in azione.

Prendi l’esempio di Kodak. Kodak ha sviluppato e brevettato la prima macchina fotografica digitale. Eppure i suoi leader non ne hanno riconosciuto il valore. Kodak nel 2012 ha dichiarato bancarotta.

I progetti d’innovazione falliscono per mancanza di un sistema d’innovazione

Quali sono gli aspetti da considerare per aumentare la probabilità di generare innovazioni ad alto impatto? Quali errori evitare per massimizzare la produttività delle risorse riducendo al minimo gli sprechi? Come sfruttare al meglio le risorse esterne all’impresa?

Saper rispondere a queste domande fa la differenza tra aziende che migliorano incrementalmente prodotti e servizi, e aziende in grado di generare sistematicamente innovazioni ad alto impatto.

Saper generare costantemente proposte d’impatto focalizzate e differenzianti, in grado di farci percepire come unici sul mercato;
capire come testare rapidamente le proposte d’impatto per raccogliere feedback utili a migliorarle; costruire un sistema di monitoraggio delle attività innovative che non penalizzi i progetti più rischiosi, ma che stimoli nelle persone lo spirito imprenditoriali, sono alcuni degli ingredienti essenziali per creare un sistema d’innovazione che sia veramente in grado di generare continuativamente innovazioni ad alto impatto.

Imprese come Amazon – con i suoi innovativi servizi di e-commerce – o eccellenze italiane come Artemide e Alessi – con prodotti come Tizio, Metaformosi e Family Follows Fiction –  hanno dimostrato come sia possibile generare continuativamente innovazioni in grado di portare un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo.

La brutta notizia è che lavorare sulla ledership e sui processi richiede impegno, fatica e tempo.

La bella notizia è che i leader e i processi possono essere coltivati e sviluppati e che le imprese possono beneficiare enormemente dalle esperienze di chi ha già compiuto questo percorso prima di loro.

Un esempio? Cromology – azienda leader in Italia nel settore delle vernici con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare  – ha dimostrato che lavorando sul sistema d’innovazione e sulle persone è possibile ottenere risultati enormi: ben 10 nuovi progetti ad alto impatto innovativo in soli sei mesi. 

Tale risultato è stato possibile grazie alla forte leadership del top management e dell’amministratore delegato di Cromology Italia.

Piuttosto che limitarsi a ricercare qualche idea per innovare i prodotti – con il rischio di restare spiazzati di fronte ad innovazioni ad alto impatto, di prodotto, di modello di business oppure di customer experience, provenienti da concorrenti diretti o persino provenienti da altri settori – Cromology Italia ha deciso di investire per sviluppare un sistema d’innovazione in grado di andare oltre la creatività di singoli e di generare idee innovative ad alto impatto in maniera continua.

L’AD Massimiliano Bianchi ha affermato: «Stiamo assistendo a miglioramenti sorprendenti su tutto il processo di innovazione, dalla idea generation sino al lancio sul mercato».

Diventare innovatori (e non solo dichiararlo) è quindi possibile! Anche in settori ritenuti maturi e consolidati si possono ottenere enormi risultati.
E tu sei pronto a intraprendere questo percorso?


Articolo a cura di:

Gabriele Colombo

Innovation Master Lenovys

Innovation Master di Lenovys. Ha curato e sviluppato le sue competenze soprattutto in ambito dell’Innovazione secondo le logiche di Design Driven applicando i concetti nell’area di Ricerca e Sviluppo in aziende di carattere internazionale. E’ stato responsabile della definizione, pianificazione ed esecuzione di programmi di ricerca e consulenza legati al mondo dell’Innovazione e al miglioramento continuo; alla sua esperienza si aggiunge il ruolo di docente di Project Management e Gestione dell’Innovazione nei corsi dedicati a dirigenti aziendali presso la School of Management del Politecnico di Milano.

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